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Le regole per invecchiare in salute

“Invecchiare è un privilegio e una meta della società. È anche una sfida, che ha un impatto su tutti gli aspetti della società del XXI secolo” (OMS)

Secondo alcune stime prodotte dalle Nazioni Unite, entro il 2050 la popolazione anziana potrebbe essere pari al doppio di quella infantile nei paesi sviluppati; allo stesso tempo, il numero di anziani raddoppierà nei paesi in via di sviluppo. 

In concomitanza con l’allungamento della vita, è dunque sempre più importante conoscere a fondo tutto ciò che concerne l’invecchiamento, specie per affrontare questa era della vita nelle migliori condizioni di salute possibile. Infatti, se è vero che il rischio di malattie aumenta con l’età, è altrettanto vero che non è l’invecchiamento in sé a provocarle. Invecchiare in buona salute vuol dire principalmente conservare la salute fisica e mentale, prevenire le malattie e mantenersi indipendenti.

I problemi di salute che interessano gli anziani sono diversi e di diversa gravità, da quelli che possono essere intesi come “semplici” e comuni disturbi a patologie anche molto gravi.

L’adozione di un sano stile di vita, vale a dire privilegiando regolare attività fisica, sana alimentazione e rinuncia al fumo, oltre ai controlli regolari, sono le prime misure di prevenzione possibili contro tutte le malattie legate all’invecchiamento, comprese quelle croniche e (tristemente) note come Alzheimer e Demenze, Osteoporosi, Diabete e Tumori.

Oltre a queste patologie più gravi, ci sono problemi decisamente meno gravi ma molto comuni che interessano le persone anziane, a partire dalla dispnea, ossia un affaticamento respiratorio, che si manifesta tramite un sempre maggior affanno nell’affrontare gradini o salite. È importante non sottovalutare questi sintomi poiché la dispnea, che è una problematica piuttosto comune, potrebbe essere ricondotta a più gravi problemi cardiaci o respiratori, o di anemia. Sono più esposti a dispnea, chiaramente, quei soggetti che fumano o che sono sovrappeso.

Un altro problema di salute molto diffuso è la perdita di equilibrio. Anche questo sintomo non va trascurato poiché, oltre alle conseguenze (facilmente immaginabili) sulle facoltà motorie che possono derivare da eventuali traumi, la perdita di equilibrio potrebbe essere causata da patologie più serie, di carattere neurologico e/o neurodegenerativo.

Un’altra patologia comune che può incidere molto negativamente sulle capacità motorie è l’osteoporosi, una “condizione caratterizzata dalla diminuzione della massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo”. Questa condizione, in pratica, comporta un indebolimento delle ossa e, di conseguenza, espone gli anziani ad un più alto rischio di fratture, spesso nelle zone dei polsi, delle vertebre o del femore.

Da non sottovalutare, inoltre, l’impatto psicologico – negativo – che può derivare da una limitata motilità in età anziana: non è raro che un paziente che abbia subito una frattura importante non riesca più a tornare autonomo, anche dopo la guarigione.

Tra le patologie più comuni della senilità c’è il diabete, una patologia che si caratterizza per un’eccedenza di glucosio nel sangue dovuta ad alterazioni quantitative o funzionali dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas. In assenza di una tempestiva diagnosi di diabete, o delle cure opportune, le conseguenze sulla salute possono essere gravi, intaccando vista, reni e sistema nervoso.

Ultime, ma non per importanza, le già citate demenze senili, come la più nota malattia di Alzheimer. Le demenze si caratterizzano per una disfunzione cronica delle principali funzioni cerebrali che conduce al declino delle facoltà cognitive dell’individuo. La sintomatologia si manifesta con iniziali piccole dimenticanze e progredisce fino al punto in cui il paziente non è più in grado di riconoscere i propri familiari e compiere le attività più semplici in autonomia e sicurezza. Questa condizione modifica in modo radicale la qualità della vita dell’individuo e quella di chi gli è accanto.

Alla luce di quanto detto fin ora è innegabile, dunque, che la “terza età” espone maggiormente al rischio di malattie ma è indispensabile ricordare che le abitudini di vita possono giocare un ruolo molto importante nella prevenzione delle patologie esposte. Allo stesso modo, è importante sottoporsi regolarmente a visite di prevenzione e seguire con scrupolosità le prescrizioni del proprio Medico. Vale a dire che, anche quando l’età avanza, la prima regola per mantenersi in salute è volersi bene e imparare a prendersi cura di sé.

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