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La MOC per la valutazione dell'osteoporosi

La MOC, acronimo che sta per Mineralometria Ossea Computerizzata, è una tecnica diagnostica che misura la densità minerale dello scheletro e ne consente di valutare nel tempo le variazioni e l'eventuale degenerazione della struttura.

Serve dunque a misurare la quantità di calcio presente nelle ossa e a monitorarne l’eventuale riduzione che comporterebbe un aumento della fragilità dell’osso e il conseguente incremento del rischio di fratture.

È un esame particolarmente utile per anziani e donne in menopausa, soggetti più a rischio di demineralizzazione ossea. Sono diverse le condizioni cliniche in cui è indicata la mineralometria ossea computerizzata; attualmente è la tecnica diagnostica di riferimento per effettuare la diagnosi di osteoporosi.

La MOC, che è un test di densitometria, indicando la densità dell’osso in termini di sali minerali, è in grado di fornire quindi un valore di osteoporosi, patologia caratterizzata proprio dalla riduzione del contenuto di sali di calcio dell’osso.

La MOC è un esame breve (circa 3 minuti) e completamente indolore e non necessita di alcuna preparazione specifica. Grazie all’emissione di raggi X, misura la densità minerale nelle ossa di una zona campione, che di solito è identificata nella colonna lombare o nel collo del femore.

Grazie all’esame MOC è possibile valutare la predisposizione alla riduzione del contenuto minerale osseo e quindi predire la comparsa dell’osteoporosi.

Essere consapevoli del rischio è il primo modo per prevenire, adottando abitudini di vita salutari (dieta, attività fisica, smettere di fumare), o eventualmente per adottare le terapie adatte a rallentarne l’evoluzione.

I soggetti più a rischio osteoporosi sono le donne al momento della menopausa e le persone che hanno superato i 60 anni; è una patologia molto più frequente nelle donne ma può svilupparsi anche negli uomini e si associa alla comparsa di fratture vertebrali e dell’anca.

Sottoporsi alla MOC è dunque molto importante, specie all’inizio della menopausa, a scopo preventivo. Non da meno, è essenziale sottoporsi a controlli annuali o biennali per confrontare i risultati e verificare la presenza di un eventuale peggioramento delle condizioni delle ossa.

Resta inteso che deve essere il medico, sulla base delle informazioni cliniche di cui dispone, a decidere quando è il momento opportuno per sottoporre il paziente al primo esame densitometrico e per decidere il successivo controllo.

Di norma, a prescindere dal sesso e dall’età, il medico può raccomandare il test di densitometria ossea in presenza di uno o più dei fattori di rischio:

  • pregresse fratture;
  • riduzione dell’altezza che potrebbero dipendere da fratture da compressione della colonna vertebrale, di cui l’osteoporosi è una delle cause principali;
  • familiarità;
  • trapianti, poiché i farmaci anti-rigetto possono interferire con il processo di ricostruzione ossea;
  • carenza di vitamina D;
  • patologie (sono molte le malattie che aumentano il rischio di osteoporosi);
  • assunzione di alcuni farmaci.

Oggi le fratture da osteoporosi rappresentano una vera e propria malattia sociale e, in questo scenario, la MOC si rivela pertanto uno strumento utile per ridurre tale rischio. La densitometria assiste infatti i medici non solo nella diagnosi di osteoporosi e nella determinazione del rischio di fratture, ma anche nel monitoraggio della risposta del paziente alle terapie.

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