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La Risonanza Magnetica per la diagnosi e cura dei diversi tipi di tumore

Una delle principali sfide nella lotta contro il cancro è lo sviluppo e il potenziamento della ricerca, finalizzata al rallentamento della progressione della malattia e all’incremento dei numeri di sopravvivenza e della qualità della vita di chi ne è affetto.

Secondo i dati attuali stimati dall’IARC, infatti, il cancro sarà la principale causa di morte nei prossimi anni con un aumento a 21,6 milioni di nuovi casi ogni anno entro il 2030.

Per questo motivo la prima arma a disposizione dei pazienti è una buona informazione, soprattutto per conoscere tutte quelle attività di diagnosi precoce possibili, che in molti casi possono essere un vero e proprio salvavita.

Tra queste, spicca la Risonanza Magnetica per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di alcuni tipi di tumore.

Questa indagine diagnostica, infatti, “restituisce” una descrizione strutturale dei tessuti colpiti. Assolutamente non invasiva, questa metodica inoltre non si avvale di radiazioni ionizzanti ed è pertanto la più adatta per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo.

In particolare, la risonanza magnetica è utilissima nella individuazione di tumori nei tessuti molli dell'organismo (p.es.: cervello, fegato, pancreas, ecc.), a differenza dei raggi X e della Tac.

Ma vediamo nello specifico tutte le patologie oncologiche per le quali la Risonanza Magnetica viene utilizzata.

tutti quei tipi di tumore che hanno origine da cellule trasformate della cartilagine. In questi casi la risonanza magnetica (RM) è importante nella fase della diagnosi, per valutare l’estensione locale della malattia e le eventuali sedi di diffusione nel caso di sospetto clinico di estensione della patologia
è un tumore che prende origine nel sistema linfatico, ossia nelle cellule e nei tessuti deputati a difendere l'organismo dagli agenti esterni. Oggi la Risonanza Magnetica è indispensabile nella diagnosi del linfoma di tipo non-Hodgkin, che si può sviluppare in diversi organi (linfonodi, ma anche stomaco, intestino, cute e sistema nervoso centrale), e del linfoma di Hodgkin, che origina dai linfociti B presenti in linfonodi, milza, midollo osseo, sangue e numerosi altri organi.
è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale delle cellule che formano la pelle. La risonanza magnetica è utile nel definire se e dove la malattia si è estesa.
La neoplasia endocrina multipla di tipo 2 è una rara sindrome caratterizzata dalla presenza di diversi tumori che colpiscono il sistema endocrino. La diagnosi tramite risonanza magnetica consente di individuare i cambiamenti nell'addome
è un tumore raro che colpisce più frequentemente gli uomini ed è associato soprattutto all'esposizione all'amianto. In questi casi, la risonanza magnetica può essere utile per valutare la salute del diaframma, indispensabile per la respirazione, ed eventuali infiltrazioni della malattia nella parete toracica.
- tumore tipico dell'età avanzata. La diagnosi precoce del mieloma multiplo può essere difficile: l'esame del sangue e delle urine fornisce una prima indicazione; la risonanza magnetica è richiesta per completare la diagnosi
il più comune tumore primitivo alle ossa – in genere la risonanza magnetica rappresenta un esame di approfondimento dopo l’RX, utile per stabilire con maggiore chiarezza l'origine della lesione individuata con la radiografia, e l’eventuale presenza di metastasi anche in regioni diverse da quella di origine del tumore.
tumori rari di cui si conoscono almeno 50 sottotipi; la diagnosi può essere confermata grazie alla risonanza magnetica
piuttosto raro, origina dalla trasformazione di qualunque cellula di cui è composto un osso. Anche questa patologia viene comunemente individuata grazie alla radiografia cui segue un approfondimento tramite risonanza magnetica per stabilire l'origine della lesione e l’eventuale presenza di metastasi, anche in regioni diverse da quella di origine del tumore.
è una metastasi che si forma all'interno dell'encefalo. La diagnosi si effettua tramite risonanza magnetica per la valutazione del sistema nervoso centrale.
abbastanza raro, può colpire diverse sedi. Oltre a un esame neurologico completo, la diagnosi viene fatta tramite la risonanza magnetica, che è lo strumento più indicato per la visualizzazione del cervello
uno dei più diffusi, ma con mortalità in diminuzione; la risonanza magnetica è utilizzata, con mezzo di contrasto, in fase di stadiazione della malattia.
riconducibile a fattori di rischio conosciuti, come l’infezione da virus dell’epatite C e dell’epatite B; in questi casi la risonanza magnetica aiuta a stabilire le zone colpite dal tumore e a distinguere queste dai tessuti sani.
piuttosto raro; il più importante fattore di rischio è rappresentato dal fumo di sigaretta ma la prognosi è da considerarsi sostanzialmente favorevole. In questa patologia, la risonanza magnetica serve a stabilire se e quanto la malattia si sia diffusa nell'organismo.
In presenza di sintomi sospetti la risonanza magnetica è un valido strumento diagnostico di approfondimento, ma per arrivare a una diagnosi certa è necessario effettuare una biopsia
in questa patologia, la risonanza magnetica oltre a distinguere la natura della massa offrono ulteriori informazioni sull'estensione locale della malattia e su eventuali metastasi.
viene di norma diagnosticato con la mammografia e l'ecografia mammaria ma in alcuni casi specifici (per esempio di fronte a mammelle molto dense o a lesioni difficili da classificare) viene utilizzata la risonanza magnetica.
tumore rarissimo principalmente benigno. la risonanza magnetica (RM) è un’indagine finalizzata all'esame delle ghiandole surrenaliche.
associato quasi sempre all’infezione da Papilloma virus (HPV) – la risonanza magnetica viene utilizzata in genere per comprendere nel dettaglio la diffusione della malattia.
la risonanza magnetica consente di verificare la diffusione del tumore e la presenza di eventuali metastasi nel cavo addominale.
solo raramente si presenta in forma maligna; in questa regione anatomica, la risonanza magnetica permette di identificare lesioni anche inferiori a 2 mm di diametro.
tumore raro prevalentemente diagnosticato dopo i 50 anni di età; la risonanza magnetica della pelvi aiuta a per determinare con precisione se il tumore si è diffuso al di fuori dell'uretra.
si sviluppa dalle mucose dei due organi colpiti. La risonanza magnetica è utilissima per una maggiore precisazione dell’eventuale ingombro dei seni paranasali
malattia storicamente molto diffusa; la risonanza magnetica è utilizzata per determinare con precisione l'estensione del tumore.
la risonanza magnetica è particolarmente indicata in questi tumori poiché consente di effettuare in modo non invasivo lo studio accurato dell'intero albero biliare.
nella milza possono nascere neoplasie di vario tipo: la risonanza magnetica viene impiegata per determinare se e quanto l'eventuale tumore si è diffuso ad altri distretti corporei.
uno dei più diffusi, ma con numeri incoraggianti rispetto alla sopravvivenza. L'unico esame in grado di identificarlo è la biopsia prostatica e la risonanza magnetica è fondamentale per stabilire se e come sottoporre il paziente a tale biopsia.
tra i tumori più frequenti per le donne tra i 40 e i 60 anni; la risonanza del collo è indicata per apprezzare meglio i rapporti del nodulo con le strutture del collo e del mediastino (la parte superiore del torace) e lo stato dei linfonodi del collo.
non molto diffusi, la diagnosi viene effettuata in base all'analisi istologica sulla biopsia. La risonanza magnetica viene richiesta, dopo aver accertato la presenza del tumore, per capire se la malattia si è diffusa anche in altri organi
rappresenta meno dell'1% di tutti i tumori umani. La risonanza magnetica si colloca di diritto tra gli esami più utilizzati per diagnosticare questo tipo di tumore
anche in questo caso la risonanza magnetica è in grado di valutare l’estensione locale della malattia e le eventuali sedi di diffusione nel caso di sospetto clinico di estensione della patologia
per la sua specifica funzione, il fegato è una delle più comuni sedi di metastasi. In molti casi le metastasi epatiche restano asintomatiche per lungo tempo e la risonanza rientra tra le indagini diagnostiche utile non solo per individuarle ma anche per meglio caratterizzarle
le metastasi ossee sono le più comuni, dopo quelle al polmone e al fegato. La risonanza magnetica è un esame di approfondimento normalmente richiesto a fronte di segni e sintomi che possono far pensare alla presenza di questo tumore
non sempre, in fase diagnostica, si riesce a capire quale sia l'origine delle metastasi individuate: la risonanza magnetica serve proprio per capire quanto e dove la malattia è diffusa all'interno dell'organismo e, in certi casi, anche per identificare il tumore primario.
questi tumori possono causare sintomi come idrocefalo, sintomi neurologici o disturbi ormonali; La risonanza è uno degli esami di elezione per la diagnosi. L'RM è in grado anche di mostrare la presenza di un idrocefalo e, se eseguita con mezzo di contrasto, è utile a distinguere meglio i margini del tumore rispetto alle regioni circostanti.
la sintomatologia di questi tumori è legata a problemi visivi; una volta diagnosticato il tumore, il paziente viene sottoposto a risonanza magnetica per verificare se la malattia si sia diffusa anche in altre regioni dell'organismo
tutte le forme tumorali che originano da cellule staminali indifferenziate e che colpiscono prevalentemente bambini e adolescenti; la risonanza magnetica aiuta a definire meglio la massa evidenziata ai raggi X.
- possono colpire organi molto diversi, con conseguenze e sintomi differenti per ogni caso; la risonanza magnetica permette di ottenere informazioni più precise su localizzazione ed estensione della malattia.
tumori rari del tratto gastrointestinale, dall'esofago fino al retto; per la diagnosi, è essenziale la valutazione tramite risonanza magnetica.

La qualità delle immagini è direttamente proporzionale all’intensità del campo magnetico dell’apparecchio, che viene misurata in Tesla e selezionata dallo Specialista in funzione delle specifiche esigenze diagnostiche del singolo paziente.

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